Il documentalista biomedico:
chi è, che cosa fa?
La figura dell’informationist è conosciuta in lingua inglese anche come clinical librarian, clinical knowledge worker, clinical medical librarian ed infine medical librarian. Questa professione non è ancora prevista dalla legislazione italiana e non vi è un termine che la rappresenti in modo chiaro. Generalmente si parla di documentalista biomedico o bibliotecario biomedico ma neppure questi sono termini del tutto efficaci per descrivere le competenze di questa professione.

Stuart Nelson (National Library of Medicine)
con Gaetana Cognetti (Bibliotecari Documentalisti Sanità)
e Claudia Vidale (Azienda Ospedaliera di Udine)
Questo non toglie che nelle biblioteche biomediche e/o nei centri di documentazione scientifica esistano, di fatto, professionisti che svolgono quest’attività.
Il bibliotecario/documentalista biomedico si è progressivamente impegnato, nel corso degli anni, ad affrontare una molteplicità di aspetti specifici riguardanti l’informazione medica, nonché l’aggiornamento professionale necessario per consentire la mediazione fra il patrimonio della biblioteca (reale e virtuale) e l’utente.
Il bibliotecario/documentalista di una biblioteca ospedaliera (spesso rappresentato da una sola persona!), o di una azienda sanitaria, generalmente si trova a privilegiare e a perfezionare tecniche di gestione dell’informazione che risolvano principalmente i quesiti del personale sanitario, piuttosto che valorizzare gli aspetti biblioteconomici puri, fondamentali ma purtroppo a volte relegati ai pochi ritagli di tempo disponibili. Ciò non toglie che è necessario che conosca le basi della biblioteconomia (o prima o poi le deve imparare), ma non sempre proviene, e non è detto che debba provenire, da studi specifici in questo campo. Certamente è necessaria una discreta cultura di base, una certa conoscenza informatica, una propensione alla comunicazione e al cambiamento e all’apprendimento continuo. E’ una professionalità eterogenea che riveste più aree di competenza.
In Italia il ruolo di questo professionista è ricoperto in ambito ospedaliero da persone che rivestono qualifiche molto differenti le une dalle altre: biologi, infermieri, sociologi, amministrativi, tecnici … eppure tutti svolgono lo stesso servizio nell’ambito del supporto dell’informazione e di promozione della conoscenza clinica.
Per il riconoscimento di questa professionalità è nata l’associazione Bibliotecari Documentalisti Sanità (BDS) con le finalità di promuovere iniziative dirette alla formazione e all’aggiornamento professionale degli operatori sanitari nonché studi e ricerche per garantire la piena accessibilità all’informazione biomedica e per la piena applicazione dell’EBM.
L’informazione medica che i clinici necessitano è disseminata in centinaia di riviste e libri, in formato cartaceo ed elettronico.
La Biblioteca di Medicina offre, a tal riguardo, un ottimo esempio di quante centinaia di migliaia di informazioni si possano trovare. Le strategie di ricerca per l’accesso alle banche dati specializzate non sono così semplici da consentire sempre alla collettività degli utenti il miglior utilizzo di queste risorse informative.

Negli ultimi anni, inoltre, i principi dell’Evidence Based Medicine hanno contribuito a creare una collaborazione più stretta fra classe medica ed infermieristica e documentalisti della sanità vedendo anche questi professionisti presenti nei gruppi multidisciplinari per la produzione di documenti sulla rielaborazione critica dell’informazione clinica e come supporto per la valutazione della letteratura biomedica (V. Comba 2001).
La proliferazione di molte informazioni non consente un accesso diretto ad esse e, pertanto, risulta più semplice ed efficace la mediazione da parte di un professionista che conosce le fonti accreditate e mette a disposizione dei clinici l’informazione giusta in grado di facilitarli a prendere le decisioni più opportune.
La maggior parte dei sanitari, ancora oggi, non acquisisce particolare dimestichezza nell’uso delle banche dati durante il proprio corso di studi.
Soprattutto i clinici, che dispongono di poco di tempo da dedicare ad altre attività oltre a quella rivolta direttamente al paziente, durante la giornata lavorativa non riescono ad usare regolarmente sistemi di ricerca informatizzati per il recupero delle informazioni che ritengono utili e appropriate per la loro attività clinica.
Esiste, inoltre, una vasta categoria di professionisti sanitari che hanno iniziato ad avvicinarsi all’informatica medica solo di recente, o non hanno avuto ancora modo di farlo. Pertanto per molti risulta più facile ed immediato rivolgersi al documentalista biomedico per risolvere le necessità contingenti.
Il bibliotecario/documentalista biomedico rappresenta spesso una sorta di “pronto soccorso” per tutti i sanitari che hanno il bisogno o il desiderio di approfondire le conoscenze nel loro ambito e che sono in cerca di informazioni aggiornate e provenienti da fonti accreditate (P. Procaccini).
La figura di un professionista responsabile del recupero ed implementazione di informazioni scientifiche è fondamentale per supportare la moderna attività clinica. Non a caso nei paesi Anglosassoni e negli USA questa professione è riconosciuta e tenuta in gran considerazione in quanto rappresenta il confine fra attività medica e di documentazione scientifica.
The informationist è colui che esce dalla biblioteca ed entra nei dipartimenti clinici per rendere meno faticoso, almeno in parte, il lavoro di ricerca bibliografica dei sanitari. Da un’inchiesta sugli ospedali di Rochester (stato di New York) svolta alcuni anni fa emerge che il lavoro di documentazione degli informationists aveva facilitato l’assunzione di decisioni che hanno evitato: esiti infausti a pazienti nel 19.2% dei casi, atti chirurgici nel 21.2%, test o procedure aggiuntive inutili nel 45.1%; e hanno consentito il cambiamento nella diagnosi nel 29.3% e il cambiamento nelle prescrizioni nel 71.6% dei pazienti (C. Bassi).
L’avvento di Internet ha messo a disposizione di tutti una gran quantità di materiale informatico che può o meno essere dotato di una seria validità scientifica.
Questo accade anche nell’ambito medico/sanitario dove l’esito di un intervento può anche dipendere dalla capacità di avere l’informazione giusta al momento giusto.
I documentalisti biomedici, oltre a recuperare la documentazione, sono in grado di svolgere un ruolo didattico attraverso corsi sull’uso delle basi di dati, sul recupero della letteratura, sulla valutazione degli studi pubblicati e, per le risorse online, attraverso la segnalazione di siti che comunichino informazione di qualità.
Il documentalista biomedico, al giorno d’oggi necessariamente autodidatta in quanto attualmente in Italia non esistono scuole con questo indirizzo, ha acquisito un ruolo attivo ed impegnato di supporter per la categoria medica ed infermieristica affrontando e risolvendo di volta in volta le differenti specifiche necessità di ogni utente.
La ricerca biomedica nella pratica quotidiana, intesa precisamente come la creazione di banche dati organizzate e accreditate, sarebbe impensabile senza ricorrere a potentissimi strumenti bibliografici.
Questi sistemi di supporto per il reperimento di informazioni sono il frutto del lavoro dei documentalisti, dei bibliotecari e degli addetti alla conoscenza in genere, e, se usati in modo corretto, riducono nettamente i tempi e la complessità di una ricerca che fino a non molti anni or sono era effettuata con l’Index Medicus.
L’utilizzo delle banche dati biomediche ha permesso una grandissima divulgazione delle fonti bibliografiche mettendo in discussione tutto ciò che rappresenta “informazione spazzatura” e che si può spesso trovare facilmente nella rete. Una buona mediazione delle conoscenze fatta da personale specializzato può spesso dare la possibilità di raggiungere l’obiettivo prefissato senza inutili perdite di tempo e sprechi di energia. In tal senso il documentalista biomedico può essere anche considerato un elemento fondamentale nel reperimento di buone informazioni senza spreco del binomio tempo/denaro.
Oggi ogni utente di un centro di documentazione scientifica e/o biblioteca biomedica può beneficiare di questi strumenti, spesso mediati dal bibliotecario/documentalista a causa della complessità che il loro approccio comporta, che permettono risposte in tempo reale e in buona parte efficaci. Inoltre, è opportuno ricordare che il documentalista biomedico può rappresentare un valido supporto in vari tipi di attività sanitarie direzionali nelle quali sia necessario reperire informazioni o effettuare ricerche bibliografiche su banche dati.